Percorso adolescenti

 

 

“Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no.” - Zygmunt Bauman -

Cos'è e a chi si rivolge

Il percorso adolescenti, così come quello individuale, si svolge tra due persone: il cliente adolescente ed il terapeuta. Dopo aver compreso come la persona di fronte a me si orienta per le strade della vita e come costruisce il suo racconto di vita, proveremo insieme a valutare possibili percorsi alternativi.

Il percorso adolescenti è uno strumento che permette alla persona  di comprendere e provare a superare le proprie difficoltà e si sceglie quando vi sono sintomi (ansia, depressione, disturbi alimentari, disturbi ossessivi, etc…) che condizionano notevolmente la vita affettiva, relazionale e scolastica. 

L’obiettivo è quello di costruire insieme al cliente un sistema di costruzioni personali, che gli permettano di muoversi nel mondo facendo ipotesi sulle alternative percorribili e sentendosi  protagonista della propria esperienza.

 Talvolta non si tratta di veri e propri disturbi psicologici, ma di momenti di crisi, spesso in relazione con eventi esterni, che chiedono alla persona di modificare il suo modo di concepire il suo mondo. Possono anche diventare delle opportunità formidabili di crescita.

“[…] perfino gli accadimenti più ovvi della vita quotidiana potrebbero rivelarsi totalmente trasformati se fossimo sufficientemente creativi da costruirli in maniera diversa.” (Kelly, 1966) 


Il percorso è rivolto agli adolescenti e pre-adolescenti.
Viene previsto un primo momento di "raccolta del bisogno" con la famiglia, in presenza del ragazzo; in seguito i colloqui saranno svolti solo con l'adolescente protagonista del percorso.
I colloqui hanno cadenza settimanale e durano 50 minuti.La durata complessiva del percorso, per il modo in cui ho scelto di lavorare, viene co-costruita di volta in volta durante la strada che si percorre insieme. Non è possibile stabilire a priori quanto durerà, valuteremo insieme la conclusione quando avremo costruito delle alternative percorribili, valide per ripristinare il movimento e quando il cliente, mettendole in campo nelle relazioni interpersonali, tornerà a sentirsi protagonista della propria esperienza di vita.
“Lo scopo dello ‪psicoterapeuta non è di produrre uno stato mentale ma di produrre una ‪mobilità mentale che permetta di seguire un percorso nel ‪futuro.” (George Kelly)